Una Vita

Una Vita

Dopo due mesi circa dalla mia assunzione, ci fu la festa dell’inaugurazione dello Stabilimento  ed erano presenti i massimi Dirigenti dell’Azienda ed il Vescovo.

Benedizioni poche, ma tutti intorno alle tavole per brindare e mangiare!!!.

Alla sera,sempre  intorno alle tavole piene di ogni ben di Dio, fu eletta Miss Tanara.

Dopo lo spoglio rimasero tre o quattro nomi di “Belle tra le Belle”.

I Dirigenti confabularono ed infine il verdetto : all’unanimità fu eletta “Miss Tanara” la Sig.ra Rosetta (Rose’), operaia in produzione.

Le risate che seguirono  durarono a lungo: era piccolina e bruttina  ma molto simpatica e dotata di lunga capigliatura  che una volta sciolta arrivava alle caviglie.

Lei contenta e sorridente, girava attorno a tutti come una trottola e nel contempo ebbe inizio la musica da ballo; si ballo’ sino a tarda ora. I maritini fuori dalla porta scalpitavano e si racconta che alcune andarono a casa  con le guance rosse.

Nei primi anni, per le feste di Natale, ci si riuniva in Officina per scambiarci gli auguri e si festeggiava con pane, salame, vino, spumante e panettone, si  cantava  ed erano canti adeguati alle feste natalizie.

Tutto quello che era sul tavolo ognuno lo portava da casa e ci sentivamo veramente una grande famiglia.

Era il tempo in cui i Sindacati organizzarono il consiglio di Fabbrica ed io ne feci parte.

Si discuteva di tante cose importanti e tra le tanti due soprattutto :  avere uno spogliatoio “ decente “ e una sala mensa.

Si pensi che allora, nello spogliatoio, mangiavamo a cavalcioni delle panche e le pietanze si scaldavano mettendo i pentolini vicino alle stufette elettriche.

Passati alcuni anni si ottenne  sia la sala mensa che gli spogliatoi ed altre innovazioni.

Come delegato sindacale collaborai per ottenere uno spaccio interno e si ottenne creando il Cral Aziendale.

Già dai primi anni, finita la Campagna dei gelati, aiutavo i Cellisti rimasti a  pallettizzare le scatole in Cella e a caricare le spedizioni sugli automezzi sotto un freddo da “cinema”.

Aiutavo anche in magazzino a scaricare di tutto: sacchi di zucchero pesanti un quintale ed altre materie che servivano per la stagione successiva. Era un lavoro duro ma io ero infaticabile.

Finito il turno di lavoro (10 ore) il Capo Reparto delle miscele mi chiamava per aiutarlo a finire il lavoro  per il giorno dopo. Nel vascone si gettavano tutte le materie prime, compresi i pesanti sacchi di zucchero ed infine, con una frusta di acciaio, cercavo di amalgamare il tutto per la pastorizzazione.

Quando rientravo a casa ero così stanco che mi addormentavo sulla tavola.

Nei periodi invernali ho lavorato anche con Carlo Fietta, che mi chiamava per inserire nuove macchine nel reparto produzione costruendo allacciamenti coi tini e con tubature di acciaio ecc..

Carlo era un grande specialista nel suo lavoro; sapeva fare di tutto senza errori, un amico sincero e umano.

Quando sbagliavo ( pochissime volte) il suo rimprovero era sempre pacato. Grazie Carlo !

Negli anni  70 l’Azienda costrui’  un nuovo Stabilimento per gelati a Benevento e sia operai che dirigenti venivano  a Parma per imparare  ad usare le macchine per fare il gelato : si lavorava giorno e notte!

Quando a Benevento iniziò la produzione, a gestire le macchine ci pensava il grande Gino Azzali ma dopo tanto tempo, stremato dal duro lavoro, chiese all’Azienda un aiuto per almeno un mese ed inviarono il sottoscritto.

A Benevento io compresi subito  che le persone di quel luogo non erano abituate a lavorare per otto ore filate in quanto ogni tanto le macchine si fermavano senza un vero motivo ed allora il sottoscritto ha imparato da solo ad aprire i rubinetti dei tini agendo sul quadro comandi.

Il responsabile era molto latitante !!!!!

Si andava e tornava all’albergo con una macchina messa a mia disposizione e un giorno io e Claudio Chierici  vi andammo per l’ora di pranzo; lui  parcheggiò nel cortile e nel scendere io, senza fare nessuna attenzione, caddi direttamente in un pozzetto profondo sino al collo; Claudio, non vedendomi, si mise  a chiamarmi : Valter dove sei ? salta fuori  che andiamo a tavola !! Io invece annaspavo per risalire ed avevo tutte le ginocchia livide. Quando mi vide non credeva ai suoi occhi!!!! Se lo aveva fatto apposta, non lo sapro’ mai …..!

A volte, quando un altro mio collega , Colla,  aveva tempo, alla domenica mi dava un passaggio per venire a Parma perché diceva che sua moglie aspettava un bambino.

Un giorno si organizzo’ un pranzo a casa di un dirigente, persona molto amica e socievole; le “resdore” erano se ricordo bene la Loires, Fantini e la Carmen Montagna ed il pranzo fu veramente speciale.

Al momento di sparecchiare e lavare le stoviglie quasi tutti si erano dileguati: un bel ringraziamento per tutto quello che queste donne avevano fatto per noi!!

Comunque un pochino traballanti ma con tanta voglia di camminare, siamo partiti con le macchine e andati sulla cima della montagna, un altopiano pieno di verde a giocare al pallone: eravamo veramente coraggiosi !

Dopo tante peripezie sono tornato da Benevento e posso dire di aver fatto delle belle esperienze. Un fatto comico : un giorno mentre ero alla Rollo uno, stavo attento al tino che si stava vuotando; momento cruciale perché bisognava velocemente attaccarsi al tino pieno.  Di li a poco passo’ il Sig. Marazzi il quale vide la fognatura piena e sporchissima e mi  disse  “”Valter, appena puoi togli le grate e pulisci bene la fogna””io tolsi subito le grate però non ebbi il tempo di fare nulla perché era il momento di cambiare il tino.

Dopo poco ripassò il Sig. Marazzi il quale, senza accorgersi che mancavano le grate sulla fognatura, cadde dentro  e si senti un urlo….” Chi è stato a fare questo, lo licenzio, lo licenzio subito …“ e lo vedevo che annaspava per risalire dalla fogna. Era tutto sporco sino alla cintola. Scappo’ via per ripulirsi. Nel ritorno, passo da un’altra parte !!!!! Chissà, forse aveva capito che io non avevo il tempo per intervenire.

Nel lungo periodo in cui lavorai in produzione ero a contatto con tante colleghe ed ero molto “disponibile”, quando era il caso, ad aiutarle a svolgere il loro lavoro per renderglielo più leggero. Nonostante tutto  qualcuna si   lamentava per il mio troppo zelo e non avevano capito che io ero concentrato per realizzare la  produzione e non volevo  affaticarle e se qualcuna di loro lo pensava,  le  faccio tante scuse.

Con i colleghi era diverso: eravamo in pochi a condurre le macchine e ci si aiutava a vicenda; era una cosa lodevole.

Nel mio scritto non cito i nomi dei colleghi e colleghe con cui ho trascorso tanti anni di lavoro e di vita,   ma sappiano che li ho sempre nel mio cuore perché non basterebbe un vocabolario per contenerli tutti.

A tutto’oggi comunque , da pensionati,  ci si rivede ancora per partecipare a tante gite.

A proposito delle gite una  in particolare mi è rimasta come ricordo dei piu’ belli: la Sicilia

La gita era stata organizzata per fare il giro della Sicilia in sette giorni e fu una cosa straordinaria.

Non voglio parlare della sua storia  ma dei posti che ho visto.

Partimmo  da Parma in treno letto e quando arrivammo  a Reggio Calabria al di la dello stretto ci aspettava un pulman per fare il giro organizzato.

Arrivati a Taormina, città eccezionale per la sua bellezza, non si poteva che visitarla per bene.

La pittoresca scalinata che saliva sul monte Tauro, con i resti del teatro greco, fu una visione stupenda, un ricordo ancora tanto forte nel mio cuore.

Da lì andammo a Catania, Piazza Amerina, Agrigento, Selinunte, Senegunte,  Terrasini , Monreale e Palermo.

Visitammo Catania, con il suo grandioso Teatro Bellini, uno dei più importanti teatri lirici, dedicato al grande musicista catanese, poi Piazza Amerina un centro interessante per i resti dell’importante Villa Romana, terme, mosaici con scene prevalenti della caccia.

Agrigento, con la sua Valle dei Templi  posta su un’altura, con al centro il Tempio della Concordia era veramente splendida.

Visitammo poi Selinunte e Segesta anche loro città con meravigliosi templi: che visione stupenda !!!!

La sosta piu’ lunga è stata Terrasini, grandiosa stazione turistica; il  tutto fu organizzato in maniera ineccepibile.

Tra sale da gioco, sale da ballo, ristoranti e quant’altro, fu una vacanza da Re.

A pochi chilometri da Palermo, sorge la bellissima cittadina di Monreale che con il suo Duomo e il Chiostro formano un binomio di rara bellezza  e di elevato interesse culturale.

All’interno del Duomo i mosaici dorati  che rivestono le pareti illustrano scene dell’Antico e Nuovo Testamento; fantastico !!!!!

Il Chiostro, con le sue colonne binate, che si presentano a due per due in diversa forma le une dalle altre  sono  un capolavoro di un’epoca passata.

A  tutt’oggi,  io affermo  che non potrò mai scordare questi luoghi favolosi.

Arrivati  a Palermo, visita abbastanza breve considerando  i tanti monumenti artistici, visitammo con piu’ tempo   la grande mole della Cattedrale.

Il ritorno lo facemmo in pulman: Palermo – Parma 24 ore !!!!!

Ci fu purtroppo un’appendice non prevista: durante  il lungo viaggio per  ingannare la monotonia del viaggio una mia collega ed io ci prestammo in abiti succinti a ballare e cantare. Dopo un mese  alla cena dei ricordi in compagnia della moglie, fra i partecipanti saltarono fuori le diapositive che documentavano  il mio show. Quante “botte” ragazzi … fui segregato  in casa per 6 mesi.

Altre belle gite sono state sia quella  alle  Langhe,  dove pranzammo  a Feisoglio con il tutto a base di funghi, sia quella sul Lago Maggiore con visita all’isola Bella .

Quante gite !!!!  :  Lago di Garda con partenza in vaporetto per Riva del Garda dove pranzammo con vista sul lago con uno scenario romantico; Rimini,  con la sua Italia in miniatura che mi stupì per la  sua totale precisione ;e poi ……. Venezia, il favoloso Canal Grande e la sua enorme Piazza San Marco dove i piccioni fanno da padroni. Visita terminata con un pranzo a base di pesce e vino veramente squisiti.

Devo chiudere e chiudo raccontando della bellissima giornata che è stata per me molto speciale : la medaglia d’oro per i 25 anni di fedele e proficua collaborazione !!!.

Un’anno dopo presentai le dimissioni per andare tranquillamente in pensione avendo già maturato 36 anni di contributi : era il 30 giugno 1990 e tra  le tante foto ricordo vi è anche quella dell’ultima timbratura del cartellino.

Saluto calorosamente tutte le persone con cui ho vissuto in Azienda e vi abbraccio tutti ed ora  smetto perché in questo momento ho le lacrime agli occhi.

 

 

 

 

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