01 Mar Un giorno di regno
“Un giorno di Regno” il titolo della seconda opera di Giuseppe Verdi, rispecchia alla perfezione quanto sto per raccontarVi.
1973: si era all’inizio del mese di agosto: allora la società si chiamava Tanara e circolava la voce che tutti i grandi capi sarebbero andati in ferie nelle due settimane centrali del mese. Possibile?, ci chiedevamo noi della truppa.
Strano, ma vero! Accadde infatti cio’ che il tram tam aziendale aveva annunciato. Per un miracolo o per la buona volontà dell’organizzazione , la produzione marcio’ spedita fino all’antivigilia di ferragosto, poi incominciarono i problemi culminati nella ferale notizia che in magazzino non c’erano piu’ incarti per coni, coppe, stecchi. Mancavano anche le scatole di cartone. Credo che scarseggiassero pure lo zucchero ed il latte. Si salvi chi puo’. I capetti si passavano la palla come abili giocatori impegnati nella partita della sopravvivenza. Qualcosa bisognava fare. I concessionari minacciavano di passare alla concorrenza se le loro celle non fossero state regolarmente rifornite.
Io in quel tempo ero un apprendista capoarea ed essendo l’unico dei colleghi rimasto sul luogo di combattimento, ecco che tecnici e magazzinieri cominciarono ad invadere il mio ufficio in cerca di lumi ed istruzioni. Anziché schivare le responsabilità (non mie), m’immersi ingenuamente nei guai, colpevoli la sete del potere, la voglia di successo o piu’ semplicemente la mia ingenuità. So soltanto o credo di ricordare che mi attaccai al telefono e presi a tempestare con grida belluine i fornitori minacciandoli di adire le vie legali se non avessero rispettato i loro impegni nel giro di poche ore.
Ando’ a finire- per farla breve- che riuscimmo in qualche modo a rimettere in moto lo stabilimento e soddisfare così le richieste dei concessionari, ma con la ripresa della produzione e il ritorno alla normalità io fui brutalmente detronizzato senza una parola di pietà, per il mio solo giorno di regno.
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