01 Mar Il Signor Aldo
Ho un ricordo molto nitido di Aldo Grignaffini, camice blu elettrico, occhiali con la montatura pesante nel taschino, un incedere deciso fra i corridoi disegnati dalle linee di produzione, un tortuoso labirinto di cui conosceva ogni recondito segreto.
Era il capofabbrica del turno A, l’origine della Tanara S.p.A., la radice della gelateria. Come capo era rispettato dalle sue donne e dai suoi uomini, come amava definire il suo personale, ma soprattutto temuto, forse anche per il legame di parentela che lo univa al Titolare dell’Azienda, credo fosse un cugino del Sig.Tanara.
Nonostante il clima di famigliarità, naturale per una piccola azienda, non elargiva confidenze. Non ricordo episodi nei quali fosse abbandonato a segni d’ilarità, abbandonando solo per qualche istante quell’impenetrabile atteggiamento di capo controllore.
Il Signor Aldo dava del “tu” a tutti, ma per tutti era il Sig. Aldo “Äl Zio” così veniva chiamato quando si parlava di lui, incuteva timore riverenziale.
Ricordo i suoi lunghi appostamenti con le braccia incrociate agli angoli della sala produzione. Da quei due punti cardinali teneva sotto tiro l’intero apparato produttivo. Era pronto in qualsiasi punto dello stabilimento. Non so quante decine di chilometri marciasse in un giorno e dove non arrivava il suo controllo ci pensava la fidata Laura che vi provvedeva con il cipiglio di un generale.
Non l’ho mai visto discutere animosamente con i lavoratori, la sua presenza era del tutto sufficiente a garantire stabilità o commentare qualsiasi tipo d’evento, sia esso positivo o negativo.
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