01 Mar Un segreto super segreto
Correva l’anno 1986 e dopo una proficua campagna ed una pesante ristrutturazione il direttore di stabilimento offre alla sua armata nonché all’engineering centrale una cena “obbligatoria” (nel senso che i non partecipanti veniva scritti sul libro nero) nella prestigiosa osteria “Da Eletta”.
Tutti presenti con stampato un largo sorriso, mentre il fido scudiero, alias Mario Grassani, immortalava l’evento con ausilio di macchina fotografica. La cena scorreva via tra lezzi e schiamazzi quando un manipolo di manigoldi, a cui l’effetto dell’alcool incominciava a dare segni evidenti, si impadronivano della macchina fotografia e quatti-quatti si appartavano e scattavano in primo piano un fondo schiena laido e peloso. Poi alla chetichella restituivano la macchina fotografica. La cena terminava normalmente e nulla lasciava presagire la tragedia che sarebbe esplosa nei giorni a seguire. Si sviluppò la pellicola e quando tornarono le foto, l’immondo fondo schiena apparve con tutto il suo splendore tra le foto della cena. Apriti cielo! Lo scherzo venne inteso come un insulto rivolto al direttore per cui era estendibile a tutta l’azienda, anzi sembrava una palese contestazione… bisognava quindi individuare subito il fedifrago! Riunioni e controriunioni si susseguirono con la visione della foto incriminata. Ipotesi e sospetti vari. Ognuno dei capi doveva esprimere i propri sospetti e convincimenti, ma il nome del fedifrago non usciva. Il terzo segreto di Fatima al cospetto era un pettegolezzo da portinaia. L’indagine continuo’ per vari giorni poi, fortunatamente, la cosa sfumo’, soprattutto perché potevano essere coinvolti alti dirigenti. Si incomincio’ a capire che in fondo non era che un banale scherzo e la cosa si dilui’ con il tempo, anche se ad ogni riunione conviviale se ne parla: l’arcano non fu mai svelato e a tutt’oggi si puo’ ritenere il “segreto piu’ segreto “ dell’Azienda.
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