01 Mar Ricordi
Virginio Marchi
Sono entrato in Tanara ai primi di luglio del 1969; dopo dieci anni di lavoro lontano da Parma avevo deciso di fare rientro alla base. Lasciavo una Società di livello nazionale ove veniva fatta formazione comportamentale secondo schemi piuttosto rigidi.
Approdato in Tanara ho passato le prime due settimane a leggere procedure operative, a conoscere persone e processi di lavoro, spostandomi da un reparto all’altro.
Per uno dei primi lavori che mi era stato affidato dovevo ricercare della documentazione nell’archivio centrale, situato nel seminterrato della palazzina uffici. Per accedere al locale si doveva preventivamente ritirare la chiave dal personale della reception,
Quel giorno la chiave non era nella sua abituale collocazione e l’ho trovata infilata nella serratura della porta dell’archivio.
Aperta questa con una semplice spintarella è apparsa ai miei occhi questa scena:
sotto una fioca luce, quasi in penombra, sedeva il dr. Virginio Marchi, ricoperto da una larga mantellina con accanto il barbiere che con ampio gesticolare provvedeva al taglio dei capelli.
A tale vista dono rimasto bloccato sulla porta e non nascondo che… sarei sprofondato volentieri.
Per alcuni interminabili secondi sono stato lì impalato , poi, ripresomi dallo stupore, ho girato i tacchi pronunciando con un filo di voce”vogliate scusarmi”…..
Arnaldo Bernardelli
In Italgel il dr. Arnaldo Bernardelli seguiva con molta attenzione la programmazione della produzione in quanto riteneva di avere una particolare sensibilità nel prevedere i fabbisogni.
A mio giudizio quella che veniva declamata come sensibilità previsionale non era che spiccata presunzione, tante volte sconfessata a posteriori dalle risultanze.
Il dr. Bernardelli era il “Capo” e noi collaboratori, pur manifestandogli il nostro disaccordo e le nostre perplessità, eravamo costretti a seguirlo nelle continue disamine.
Si cominciava il lunedi a rivedere i programmi della quindicina successiva, si proseguiva il martedi, poi il mercoledi e così quasi tutti i giorni, finendo non infrequentemente, dopo tante elucubrazioni, per ripristinare i programmi iniziali di partenza.
Questi cambiamenti, richiedendo continui riallineamenti nella struttura logistica, dagli acquisti alla distribuzione, creavano tanto stress nelle persone.
Personalmente… ho finito per dedicargli questa filastrocca:
“Preso un programma da tutti accettato
lo guarda, l’ammira, lo gira e rigira,
lo cambi, ricambia, lo volge e stravolge,
e dopo sì tanto trambusto creato
lo riporta a com’era
avanti l’inizio di tale bufera!
E di certo domani il gioco riprende
Creando tensione tra … la povera gente!”
valentinafranzoso
Pubblicato alle 00:59h, 07 settembreNella foto ho riconosciuto mia nonna, Sivieri Norella, la terza sopra partendo da sinistra! Che meraviglia